ScienceDaily (24 giugno 2009) — I ricercatori hanno scoperto in Germania una nuova evidenza di musica paleolitica portando alla luce i resti di un flauto d’osso quasi completo e isolando piccoli frammenti di tre flauti di avorio. La scoperta suggerisce che la tradizione musicale era ben stabilita quando gli esseri umani moderni hanno colonizzato l’Europa più di 35 000 anni fa.
Le scoperte sono avvenute durante gli scavi dell’estate 2008 nei siti di Hohle Fels e di Vogelherd. La più significativa di queste scoperte, un flauto d’osso quasi completo, è stata fatta nei depositi protoaurignaziani della grotta di Hohle Fels nella valle di Ach, 20 chilometri a occidente di Ulma. Il flauto è stato trovato in 12 pezzi. I frammenti erano distribuiti per una ampiezza verticale di 3 centimetri su una area orizzontale di circa 10 x 20 centimetri. Il flauto è di gran lunga il più completo tra tutti gli strumenti musicali fino a oggi ritrovati nelle grotte del Giura svevo.
"Questi ritrovamenti dimostrano la presenza di una consolidata tradizione musicale nell’epoca in cui gli esseri umani moderni colonizzavano l’Europa, più di 35 000 anni fa," scrivono gli autori nel giornale Nature. "Oltre alle grotte del Giura svevo, le più antiche e sicure evidenze archeologiche della musica provengono da siti in Francia e in Austria e risalgono a circa 30 000 anni fa."
La porzione conservata del flauto d’osso di Hohle Fels ha una lunghezza di 21,8 centimetri e un diametro di circa 8 millimetri. Il flauto conserva cinque fori. Le superfici del flauto e la struttura dell’osso sono in eccellenti condizioni e rivelano molti particolari di costruzione. L’artigiano ha intagliato due profondi incavi a V in una delle estremità dello strumento, probabilmente per dare forma all’estremità prossimale del flauto in cui il musicista soffiava. La densità dei ritrovamenti in questo strato della grotta è moderatamente elevata, con molti avanzi di rottura della selce, osso e avorio lavorati, ossa di cavallo, renna, mammut, orso delle caverne, stambecco, e anche osso bruciato. Nei depositi dell’aurignaziano svevo non sono state trovate ossa umane che possano dare indicazioni, ma si pensa che gli esseri umani moderni abbiano prodotto i manufatti provenienti dai depositi del protoaurignaziano poco dopo il loro arrivo nella regione a seguito di una migrazione che risaliva il corridoio del Danubio.
L’artigiano che ha costruito il flauto ha intagliato lo strumento dal radio di un grifone (Gyps fulvus). Questa specie ha un’apertura alare compresa tra 230 e 265 centimetri e fornisce ossi ideali per costruire grandi flauti. Grifoni e altri avvoltoi sono documentati nei sedimenti del paleolitico superiore delle grotte sveve.
Gli scavi effettuati a Hohle Fels nel 2008 hanno anche restituito due piccoli frammenti di ciò che sono pressoché certamente due flauti d’avorio del protoaurignaziano. Le diverse dimensioni dei frammenti indicano che i due ritrovamenti non provengono dallo stesso strumento. Gli scavatori hanno portato alla luce un altro frammento isolato di un altro flauto d’avorio a Vogelherd, nella valle di Lone, 25 chilometri a nord ovest di Ulma.
La tecnologia di costruzione di un flauto d’avorio è molto più complicata di quella relativa a un flauto di osso d’uccello. Il processo richiede di sagomare la forma grezza lungo l’asse di un pezzo di avorio dalla curvatura naturale, dividerlo in due parti lungo uno dei piani di stratificazione dell’avorio, vuotare con cura le due metà, intagliare i fori, e infine ricongiungere le due metà del flauto a tenuta d’aria. A causa della tendenza a rompersi in molti pezzi dei delicati manufatti di avorio, non è insolito ritrovarne pezzi isolati.
La datazione al radiocarbonio 10 indica il protoaurignaziano tra 31 000 e 40 000 anni fa. Le calibrazioni e i controlli indipendenti che sono disponibili usando altri metodi indicano per i flauti di Hohle Fels una datazione antecedente 35 000 anni fa. A parte le grotte del Giura svevo, non c’è evidenza convincente di strumenti musicali antecedenti 30 000 anni fa.
Questi ritrovamenti dimostrano che la musica ha svolto un ruolo importante nella vita dell’aurignaziano nelle valli di Ach e di Lone nella Germania sud occidentale. La maggior parte dei flauti provengono da contesti archeologici contenenti un’abbondanza di manufatti organici e litici, fauna cacciata e ossa bruciate. Questa evidenza suggerisce che gli abitanti dei siti suonavano gli strumenti musicali in vari contesti culturali e sociali e che i flauti venivano eliminati insieme a molte altre forme di scarti di lavorazione. Nel caso di Hohle Fels, la posizione del flauto d’osso in un sottile orizzonte archeologico a soli 70 centimetri di distanza da una figurina femminile di comparabile età suggerisce che esista un possibile legame di contestualità tra i due ritrovamenti.
I flauti di Hohle Fels, Vogelherd e i ritrovamenti fatti in precedenza nella grotta di Geißenklösterle Cave dimostrano che una tradizione musicale faceva parte del repertorio culturale dell’aurignaziano all’epoca dell’insediamento degli esseri umani moderni nella regione del Danubio superiore. Lo sviluppo di una tradizione musicale nell’aurignaziano aveva accompagnato lo sviluppo dell’arte figurativa e di numerose innovazioni, tra cui un’ampia gamma di nuove forme di ornamenti personali, e anche di nuove tecnologie litiche e organiche. La presenza della musica nelle vite dei popoli del paleolitico superiore non ha prodotto direttamente una economia di sussistenza più efficace o un maggiore successo riproduttivo, ma la musica sembra avere contribuito al miglioramento della coesione sociale e a nuove forme di comunicazione, che hanno indirettamente contribuito all’espansione demografica degli esseri umani moderni rispetto alle popolazioni culturalmente più conservative dei Neandertal.
Articolo tradotto e adattato a cura dello staff di Planetservices.
Universitaet Tuebingen. "Paleolithic Bone Flute Discovered: Earliest Musical Tradition Documented In Southwestern Germany." ScienceDaily, 24 Jun. 2009. Web. 11 Nov. 2011.
Nicholas J. Conard, Maria Malina & Susanne C. Münzel. New flutes document
the earliest musical tradition in southwestern Germany. Nature, June 26, 2009
DOI: 10.1038/nature08169