Hillary Mayell
per National Geographic News
14 febbraio 2003
Genghis Khan, il terribile guerriero mongolo del tredicesimo secolo, può aver fatto ben più di governare il più grande impero del mondo; secondo uno studio genetico recentemente pubblicato, può avere anche aiutato a popolarlo.
Un gruppo internazionale di genetisti che hanno studiato dati relativi al cromosoma Y hanno trovato che quasi l’8 percento degli uomini che vivono nelle regioni dell’antico impero mongolo sono portatori di cromosomi Y quasi identici. Questo equivale allo 0,5 percento della popolazione maschile del mondo, cioè circa 16 milioni di discendenti in vita oggi.
La diffusione del cromosoma potrebbe essere il risultato della selezione naturale, in cui un individuo idoneo e forte passa un qualche tipo di vantaggio biologico. Gli autori pensano che questo scenario sia improbabile. Suggeriscono invece che a favorire la diffusione sia stato un particolare insieme di circostanze che hanno accompagnato la creazione dell’impero mongolo.
"Si tratta di un chiaro esempio che la cultura svolge un ruolo estremamente importante nel modellare la variazione genetica e la diversità nelle popolazioni umane," asserisce Spencer Wells, genetista e uno dei 23 coautori dello studio. "È il primo caso documentato in cui la cultura ha fatto sì che una singola linea genetica si sia moltiplicata in modo così ampio in poche centinaia di anni."
Per avere un così sorprendente impatto su una popolazione è necessario un insieme molto speciale di circostanze, che sono tutte soddisfatte da Genghis Khan e dai suoi congiunti di genere maschile, notano gli autori nello studio che è stato pubblicato nell’American Journal of Human Genetics.
Al momento della morte di Genghis Khan il suo impero si estendeva per tutta l’Asia, dall’oceano Pacifico al mar Caspio. Le sue conquiste militari erano spesso caratterizzate dal massacro degli sconfitti. I suoi discendenti hanno esteso l’impero e conservato il potere nella regione per diverse centinaia di anni, con regimi nei quali gli harem e le concubine erano la norma. E i maschi erano decisamente prolifici.
Si racconta che il maggiore dei figli di Genghis Khan, Tushi, avesse 40 figli. Documenti scritti del regno di Genghis Khan o immediatamente successivi raccontano che dopo una conquista saccheggio, razzia e stupro erano il bottino di guerra per tutti i soldati, ma che il Khan teneva per sé le donne più belle. Suo nipote, Kubilai Khan, fondatore della dinastia Yuan in Cina, aveva 22 figli legittimi, e si racconta che ogni anno aggiungesse 30 vergini al suo harem.
Gli autori concludono: "Gli eventi storicamente documentati che hanno accompagnato la creazione dell’impero mongolo dovrebbero aver direttamente contribuito alla diffusione della linea di discendenza."
Lo studio ha analizzato campioni di sangue raccolti in un periodo di dieci anni da più di 40 popolazioni viventi nelle regioni che costituivano l’antico impero mongolo e in quelle che gli erano vicine.
I genetisti usano il cromosoma Y negli studi di popolazione come questo perché il cromosoma Y non si ricombina, come invece accade per altre parti del genoma. Quando ci si riferisce al colore degli occhi, o alla statura, o alla resistenza o suscettibilità a particolari malattie, ognuno dei genitori fornisce metà del DNA del figlio, a formare insieme una nuova combinazione genetica.
Il cromosoma Y invece viene direttamente trasferito come un pezzo di DNA dal padre al figlio, praticamente invariato attraverso le generazioni, fatte salve le mutazioni casuali. Queste mutazioni casuali, che si verificano naturalmente e normalmente non provocano danni, sono chiamate marcatori. Una volta identificati i marcatori, i genetisti possono andare indietro nel tempo e tracciarli fino al momento in cui sono comparsi per la prima volta, definendo una unica linea di discendenza.
In questo particolare caso, la linea di discendenza si è originata circa 1 000 anni fa. Gli autori non dicono che le mutazioni genetiche che definiscono la linea di discendenza si sono originate con Genghis Khan, che era nato attorno al 1162; più probabilmente gli sono state passate da un trisavolo.
La linea di discendenza è stata trovata in una sola popolazione al di fuori dell’antico impero mongolo, nel Pakistan. Wells dichiara: "Gli Hazara [del Pakistan] ci hanno dato il primo indizio del collegamento con Genghis Khan. Infatti hanno una antica tradizione orale che li dichiara suoi diretti discendenti."
Naturalmente il collegamento con Genghis Khan non sarà mai una certezza, a meno che si ritrovi la sua tomba e si possa estrarre il suo DNA. Fino ad allora i genetisti continueranno a indagare popolazioni isolate nella speranza di chiarire i misteri dell’origine geografica e della correlazione raccontata dai geni.
Articolo tradotto e adattato a cura dello staff di Planetservices.
Fonte originale: National Geographic News, Thursday, October 28, 2010: Genghis
Khan a Prolific Lover, DNA Data Implies.