ScienceDaily (17 settembre 2011) — Secondo una nuova ricerca, nelle popolazioni preistoriche l’adozione di una nuova lingua è più probabile quando a portarla sono gli uomini, piuttosto che le donne.
L’asserzione è fatta da due ricercatori dell’Università
di Cambridge, Peter Forster e Colin Renfrew, in un rapporto pubblicato in Science
il 9 settembre.
I ricercatori hanno studiato i marcatori genetici (il cromosoma Y maschile e
il DNA mitocondriale femminile) in diverse migliaia di individui appartenenti
a comunità di tutto il mondo, e sembra emergere l’evidenza che
la trasmissione della lingua sia specificamente legata al genere sessuale.
Dai vichinghi della Scandinavia che hanno portato in Islanda donne rapite nelle isole britanniche, alle tribù africane, indiane e polinesiane, è emerso uno schema che sembra mostrare come l’arrivo degli uomini in diverse località, per effetto sia della propagazione dell’agricoltura, sia dell’espansione con la forza militare, abbia avuto un impatto significativo sulla lingua che è parlata in tali località.
Il professor Renfrew sostiene: "Può essere che negli episodi di colonizzazione da parte di agricoltori migranti, gli uomini fossero in generale più numerosi delle donne e prendessero moglie nella comunità locale. Quando i genitori parlano originariamente lingue diverse, può spesso accadere che sia la lingua del padre a dominare nel gruppo famigliare."
Il dottor Forster, del Murray Edwards College, mette invece in evidenza che gli uomini hanno maggiore variabilità di progenie rispetto alle donne: è più probabile che siano gli uomini ad avere figli con diverse madri piuttosto che viceversa. Questo fatto è documentato sia in tribù di tipo preistorico come gli eschimesi della Groenlandia del diciannovesimo e ventesimo secolo, sia in figure storiche come Genghis Khan, che si crede sia stato padre di centinaia di figli.
Oggi quasi l’8 percento degli uomini che vivono nelle regioni dell’antico impero mongolo, cioè circa 16 milioni di uomini, sono portatori di cromosomi Y quasi identici, la cui origine può essere fatta risalire a un antenato vissuto circa mille anni fa.1
Forse il più rilevante esempio di sostituzione della lingua condizionato dal genere sessuale è tuttavia quello evidenziato da uno studio genetico sull’incontro preistorico dei polinesiani, che erano in una fase di espansione, con i melanesiani che risiedevano in Nuova Guinea e nelle vicine Isole dell’Ammiragliato. La costa della Nuova Guinea contiene sacche di lingua polinesiana separate da aree di lingua melanesiana. La frequenza di DNA mitocondriale polinesiano (40-50%) è simile in tutte le aree indipendentemente dalla lingua, mentre il cromosoma Y è fortemente correlato con la presenza delle lingue polinesiane.
Studi precedenti avevano dimostrato risultanze simili nel subcontinente indiano tra i parlatori di lingue del gruppo tibeto-birmano e tra le lingue degli immigranti indo-europei a fronte delle lingue indigene dravidiche. Anche nelle Americhe si è trovato che la sostituzione della lingua nel corso della postulata propagazione dell’agricoltura mostra correlazione nel caso del gruppo di lingue uto-azteco.
Forster aggiunge: "Se nelle lingue europee, indiane, cinesi e in altre lingue l’espressione 'madre lingua' e il relativo concetto sono profondamente radicati nell’immaginario popolare, forse questo è il motivo per cui per così tanti anni non è stato riconosciuto dai genetisti il ruolo dei padri, o più probabilmente di specifici gruppi di uomini di successo, nel determinare la sostituzione delle lingue in epoca preistorica. Le donne preistoriche possono avere più prontamente adottato la lingua degli immigranti uomini, specialmente se i nuovi arrivati portavano con sé valore militare o prestigio percepito, per esempio associato alla coltivazione o alla lavorazione dei metalli."
[1] Si veda Genghis Khan fu un amante prolifico, rivela il DNA Λ
Articolo tradotto e adattato a cura dello staff di Planetservices
University of Cambridge (2011, September 15). Mother tongue comes from your prehistoric father. ScienceDaily. Retrieved October 27, 2011, from http://www.sciencedaily.com/releases/2011/09/110915225843.htm